I have a blog

per il mio ggiovine sguardo
mercoledì, 25 marzo 2009

Robbèrto

Era un po' che facevo di questi pensieri, più o meno da quando hanno buttato fuori a calci Gomorra dalla corsa agli Oscar. "Ma porca t***a!" mi dicevo tra me e me "ma possibile che una volta che facciamo un film con i controc***i ce lo bocciano? Il cinema italiano contemporaneo per quanto tempo dovrà rimanere ancorato, agli occhi del mondo, a La vita è bella?". Ammetto che dieci anni fa, quando è uscito e io ero una donzella pre-adolescente (e ascoltavo ancora Jovanotti, quindi le seguenti affermazioni saranno da considerarsi fatte da una persona non ritenuta ancora abile di intendere e di volere) lo apprezzai assai, oltre alla commozione, perché mi commuoverei pure adesso, proprio lo scrivevo tra i miei film preferiti nel diario di scuola. Comunque, sono tornata a parlare di tutto ciò per un articolo che ho letto da poco sul corriere.it, questo qua. Insomma, Simone Veil (e chi non sa chi è forse è proprio il caso che se lo vada a cercare) sostiene che l'Oscar è stato assolutamente immeritato. Vabbè, la Veil si sofferma più che altro sui contenuti, comunque non avremo più solo Ferrara a dire che insomma non è che ci troviamo davanti a tutta 'sta gran roba (apprendo ora che Ferrara aveva a suo tempo lanciato, dalle pagine del suo Il Foglio, una campagna di boicottaggio) e ciò mi dà gioia e soprattutto meno vergogna dei miei pensieri. Di solito mi sento in imbarazzo a dire che La vita è bella non solo non è un gran film, ma proprio NON è un film. Ora sarebbe tempo di insultare anche Sophia Loren che proprio non reggo... dico io, perché alla Francia Jeanne Moreau e a noi la baldracca dal labbro siliconato? Ma mi sa che è meglio che mi fermi qui.

VitaEBellaLocandina

postato da: monchi alle ore 21:01 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: ma anche no, recinzioni
lunedì, 23 marzo 2009

Ti vedo scritto su tutti i muri

Da un po' di giorni, ovunque, o almeno ovunque a Roma, trovo in giro questo manifesto,

pierferdy

senza dubbio un grande esempio di comunicazione partito-masse. Capite, io ho cercato di desistere dal pubblicarlo, ma poi alla fine sono caduta. Un messaggio così forte, da un uomo che io continuo a cercare di comprendere (memore del mio infantile amore per quel capello già a suo tempo brizzolato, e per quello sguardo da cagnolino bastonato), secondo me, non deve andare perduto. Il Papa-boy per eccellenza ha parlato, e come tale deve essere ascoltato. Me lo immagino mentre discute con il grafico sul taglio da dare all'occhio della colomba. "Si, bravo, fai un bel pallino, non deve sembrare triste, che sennò poi i bambini quando la vedono scoppiano a piangere, i genitori si innervosiscono, litigano, divorziano, vittime del trauma poi quegli stessi bambini mi diventano gay e nel 2020 più nessuno al Family Day. Ma come sono simpatico, ho fatto pure la rima".  Ah! Fortuna che c'è Pierferdy, lui, che è sempre così avanti. D'altrocanto sugli schermi di autobus e metropolitana, vengono proiettati:

  • il video di una tedescona che in un parco americano si innamora di un boscaiolo, vista dal piccolo cupido, questo cerca di aiutarla, ma invece combina solo un gran casino, infatti tira la freccia, questa viene deviata dall'accetta e colpisce un indiano (se vogliamo essere politically correct un nativo americano), i due (il boscaiolo e l'indiano) si innamorano, l'inquadratura si allarga, sbucano altri due, una palla da discoteca anni '70 e tutti e quattro, praticamente i sosia dei Village People, iniziano a ballare;
  • il video contro la fame dei bambini nel mondo, con Sean Penn che gioca con delle banconote tutte attaccate insieme stile rotolo di cartaigenica. E qui, Sì che bello il messaggio umanitario, ma soprattutto Sì che bello Sean Penn che, a vederlo sin dal primo mattino, da quel tocco di rosa in più alla giornata.  

 
postato da: monchi alle ore 17:25 | link | commenti | commenti
categorie: roba seria, ma anche no
mercoledì, 05 novembre 2008

Oh, il mio fondoschiena!

Questa mattina leggevo su questo blog circa l'ultima trovata dell' Unità per farsi pubblicità.

untitled

Allora, se a me fanno arrabbiare più i compagni (amici, fratelli, cugini o cognati, qualunque sia il modo in cui vogliono sentirsi chiamare) che Roberto Calderoli, un motivo ci sarà, no? Ma Anna Tatangelo non ci ha insegnato proprio niente? Concita, visto che te la sei persa, la rimando, per favore, questa volta prendi appunti.

postato da: monchi alle ore 01:56 | link | commenti | commenti
categorie: roba seria, ma anche no, immani dolori
mercoledì, 22 ottobre 2008

La corazzata Kotiomkin

Stavo guardando l'ultima puntata di Che tempo che fa dal sito della Rai... il primo che trovo che va a vedere il film di Baricco  lo prendo a cinghiate.

postato da: monchi alle ore 13:19 | link | commenti | commenti
categorie: ma anche no, recinzioni
mercoledì, 08 ottobre 2008

Goodbye

Sembra dunque deciso, anche se ancora non ho avuto il coraggio di comprare il biglietto, lascio Londra tra un mese. Addio alle lunghe code ordinatissime che, pure se piove e il negozio è praticamente vuoto, tu non è che ti puoi mettere di fianco a quello che ha il posto prima del tuo, no, devi assolutamente metterti dietro, poco importa se poi ti prende una broncopolmonite perché te ne sei stato ad aspettare un panino dieci minuti fuori della porta. Addio alla lotta senza pietà per il posto in prima fila sul secondo piano del bus, "Lo vuole il tuo figlioletto così carino ed educato? Veramente vorrebbe sedersi qui per gustarsi il panorama? Che si attaccasse! La prossima volta sale su una fermata prima". Addio alle scene di ordinaria follia per un caffè "Vuoi il tuo stupido Latte con meno schiuma? Fattelo da solo! Possibilmente a casa, così non rovini la giornata al resto dell'umanità". Ma addio anche alle passeggiate dentro Regent's park (alzi la mano chi è che non si perde ogni volta); addio a tutte le migliaia di persone che, nonostante Londra a volte dia veramente l'impressione di essere una giungla senza alcuna compassione per gli esseri umani, riescono a rimanere gentili e subito pronte al sorriso, addio ai musei gratuiti, addio ai contratti di lavoro che anche se sei appena arrivato e fai veramente una lavoro di m***a prendi comunque più di un impiegato di quarant'anni in Italia e ti pagano pure le ferie (per i quarantenni magari no, ma per quelli della mia generazione questa è quasi fantascienza), addio a una città che comunque è bellissima e che tante volte ti toglie il fiato.  

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Ma poi, addio? come dire... anche no. Chissà perché, ma tornare qui a Gennaio non mi sembra una possibilità così remota.

postato da: monchi alle ore 22:27 | link | commenti | commenti
categorie: londra, ma anche no, ggioventù bruciata
martedì, 16 settembre 2008

Paisà

Ma io lo sapevo che in lei c'era qualcosa che non andava, dico io, vai a fare le olimpiadi in Cina (e questo va pure benissimo) e con tutte le polemiche che puoi innescare te ne vai a parlare della detassazione delle medaglie, citi Ramazzotti dopo la vittoria, adesso andiamo pure a regalare fioretti autografati all'incarnazione del Male? Ma diamine! un po' di dignità. Certo, stringergli la mano, accennare anche un sorriso, magari pure sincero, un po' d'affetto non lo si nega a nessuno, ma questa refenzialità, proprio no. E pensare che ho pure pianto quando ho visto l'ultima stoccata alle finale delle Olimpiadi (vabbè, che detto da una che si commuove pure quando guarda i Simpson non è che abbia una grande valenza) e il giorno dopo sono corsa a comprare La Repubblica per mostrare a tutti i miei colleghi, a cui non poteva fregar di meno, quanto era brava la mia concittadina (e mi sa che poi sul bus mentre leggevo l'articolo ho pianto addirittura un'altra volta, ma forse era per la medaglia di judo femminile, non me lo ricordo). Comunque, faccio mea culpa, ognuno è libero di avere le sue convizioni politiche e i suoi propri gusti, e io sono una brutta persona che giudica le persone attraverso stereotipi che non valgono niente; anche se qui, però, si tratta più di distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato... e diciamolo una volta per tutte: comprare i cd di Ramazzotti è sbagliato!

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In fondo poi a me, non è che me ne freghi tanto, io son sempre stata del partito della Trillini (il suo ritiro sì che merita le mie lacrime).

postato da: monchi alle ore 19:48 | link | commenti | commenti
categorie: ma anche no

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Utente: monchi
Sono Mònchi. E questo, ahimé, è tutto.

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