Direi che è ormai tempo di sostituire il cartello Città della Pace che se ne sta fiero sotto la scritta Jesi quando si entra nel mio caro villaggio, non trovate che sia un po' obsoleto e che sia anche un po' forzato tenerlo lì quando potremmo finalmente, anche a ragione, fregiarci di tale iscrizione: Jesi. Città di Maria De Filippi? E scusate se me ne vanto un po'. Qualcun altro che voglia andare in sfida?
Sembra dunque deciso, anche se ancora non ho avuto il coraggio di comprare il biglietto, lascio Londra tra un mese. Addio alle lunghe code ordinatissime che, pure se piove e il negozio è praticamente vuoto, tu non è che ti puoi mettere di fianco a quello che ha il posto prima del tuo, no, devi assolutamente metterti dietro, poco importa se poi ti prende una broncopolmonite perché te ne sei stato ad aspettare un panino dieci minuti fuori della porta. Addio alla lotta senza pietà per il posto in prima fila sul secondo piano del bus, "Lo vuole il tuo figlioletto così carino ed educato? Veramente vorrebbe sedersi qui per gustarsi il panorama? Che si attaccasse! La prossima volta sale su una fermata prima". Addio alle scene di ordinaria follia per un caffè "Vuoi il tuo stupido Latte con meno schiuma? Fattelo da solo! Possibilmente a casa, così non rovini la giornata al resto dell'umanità". Ma addio anche alle passeggiate dentro Regent's park (alzi la mano chi è che non si perde ogni volta); addio a tutte le migliaia di persone che, nonostante Londra a volte dia veramente l'impressione di essere una giungla senza alcuna compassione per gli esseri umani, riescono a rimanere gentili e subito pronte al sorriso, addio ai musei gratuiti, addio ai contratti di lavoro che anche se sei appena arrivato e fai veramente una lavoro di m***a prendi comunque più di un impiegato di quarant'anni in Italia e ti pagano pure le ferie (per i quarantenni magari no, ma per quelli della mia generazione questa è quasi fantascienza), addio a una città che comunque è bellissima e che tante volte ti toglie il fiato.

Ma poi, addio? come dire... anche no. Chissà perché, ma tornare qui a Gennaio non mi sembra una possibilità così remota.
Visto che in questi giorni che precedono la mia laurea ho molto da fare, ho ben pensato di aprire un blog capace di contenere tutte le mie proposte costruttive finalizzate a migliorare la società intera (e si, sono una persona modesta). Mi è venuta in mente questa cosa proprio ieri, mentre, passeggiando, mi sono ritrovata a guardare il manifesto del concerto di Carmen Consoli e a pensare "donna, ma come ti viene in mente di farti fotografare con la faccia triste e la mano occupata ad accarezzare un gatto?". Questa riflessione così profonda sulla condizione femminile (...che mi riguarderebbe anche un po') mi ha spinta dunque a dire: "Diamine! Devo proprio esprimere a tutti questa cosa che ho pensato: Carmen Consoli si sta facendo carico con questa immagine dello stereotipo per eccellenza della vecchia, anche se lei è ancora ggiòvane, zitella, che senza un bel matrimonio sulle spalle sarebbe destinata a divenire una gattara". Beh, una riflessione simile non me la potevo mica tenere tutta per me... il passo successivo: aprire un blog dove poter dire tutto quello che secondo me non si confà a questo mondo è stato un attimo. Naturalmente nutro dei forti dubbi sul fatto che riuscirò ad aggiornarlo con frequenza (o anche solo un'altra volta), ma ci proviamo.
