Non ne potevo più di vedere sulla destra la colonnina dei link vuota (i passanti che spiano nella mia finestra narrano di terrificanti scene autopunitive) così mi sono ingegnata e ho trovato il modo di renderla attiva. Naturalmente è stato facilissimo e la pigrizia che mi ha impedito di farlo prima non è dunque in alcun modo giustificabile; dico a mia discolpa che credevo ci sarebbe stato bisogno di mettere mano al template e di iniziare a comprendere strani liguaggi come quello html. Comunque eccoli qua, sono in ordine alfabetico, non per mia scelta che li avrei catalogati seguendo il numero di sillabe presenti nella prima pagina, ma per scelta di Splinder (si, proprio lui, il maestro Splinder), sono pochini, ma buoni. C'è un grande assente che comunque mi riservo di nominare qui, ed è quello al sito con tutti i pettegolezzi su Grey's Anatomy, purtroppo la mia parte razionale che cerca ancora di fare di me una persona, almeno agli occhi degli altri, intelligente, interessante e colta mi ha impedito di metterlo. Ora un grande dilemma mi attanaglia, come funziona? Nel senso, se io metto il link ad un blog di qualcuno che non conosco, nel quale sono capitata per caso e che mi ha fatto ridere (si, vabbè, riflettere), è buona educazione mettere un commento o qualcosa di simile? Uhm, forse si, comunque io non lo farò, e non è perché sono brutta e cattiva, eh, ma solo perché sono timida.
Direi che è ormai tempo di sostituire il cartello Città della Pace che se ne sta fiero sotto la scritta Jesi quando si entra nel mio caro villaggio, non trovate che sia un po' obsoleto e che sia anche un po' forzato tenerlo lì quando potremmo finalmente, anche a ragione, fregiarci di tale iscrizione: Jesi. Città di Maria De Filippi? E scusate se me ne vanto un po'. Qualcun altro che voglia andare in sfida?
'Sti francesi...
Gli europei altri da noi appaiono così: cortesi, gentili, educati, ordinati, ligi ad ogni regola, leali, onesti, impegnati, puliti... ma io per fortuna tra qualche ora prendo lo aereo per l' Italia...
Allora, io non voglio parlare di religione, non voglio parlare di persone che vengono guarite da un uomo deceduto decenni prima e non voglio nemmeno parlare di tutti i soldi che girano intorno a tombe e santuari. Io voglio parlare di quanto sia, non so, non mi viene l’aggettivo giusto… triste, macabro, forse pure un po’ perverso, mettere il primo piano fisso di un morto sulla tivvì, mentre l’italica popolazione quasi per intero si sta dedicando a consumare il pasto del mezzodì. Dico io, uno si sforza per tutta la sua vita di evitare la vista dei cadaveri degli anziani parenti, trovando anche scuse poco credibili, perché quei corpi senza vita lo impressionano e poi in un tranquillo giorno di primavera non può mettere in nessuno dei primi canali sino almeno al settimo senza doversi sorbire la faccia del barbuto siliconato. Certo, uno potrebbe spegnere il suo bel televisore e conversare con familiari e amici, oppure semplicemente perdersi nei propri pensieri, ma io a questo rispondo: “Anche no!” Io voglio vedere la tivvì mentre mangio, sin da piccola mi avete insegnato ad ingurgitare cibi guardando Siamo fatti così, Friends, Blob, ed ora io se non vedo il tiggì proprio non riesco a mettere in funzione l’apparato digerente. Rispondiamo tutti in coro “Anche no!” al cadavere in tivvù.
Detto questo, una lezione di teologia da don Pizarro.