Era un po' che facevo di questi pensieri, più o meno da quando hanno buttato fuori a calci Gomorra dalla corsa agli Oscar. "Ma porca t***a!" mi dicevo tra me e me "ma possibile che una volta che facciamo un film con i controc***i ce lo bocciano? Il cinema italiano contemporaneo per quanto tempo dovrà rimanere ancorato, agli occhi del mondo, a La vita è bella?". Ammetto che dieci anni fa, quando è uscito e io ero una donzella pre-adolescente (e ascoltavo ancora Jovanotti, quindi le seguenti affermazioni saranno da considerarsi fatte da una persona non ritenuta ancora abile di intendere e di volere) lo apprezzai assai, oltre alla commozione, perché mi commuoverei pure adesso, proprio lo scrivevo tra i miei film preferiti nel diario di scuola. Comunque, sono tornata a parlare di tutto ciò per un articolo che ho letto da poco sul corriere.it, questo qua. Insomma, Simone Veil (e chi non sa chi è forse è proprio il caso che se lo vada a cercare) sostiene che l'Oscar è stato assolutamente immeritato. Vabbè, la Veil si sofferma più che altro sui contenuti, comunque non avremo più solo Ferrara a dire che insomma non è che ci troviamo davanti a tutta 'sta gran roba (apprendo ora che Ferrara aveva a suo tempo lanciato, dalle pagine del suo Il Foglio, una campagna di boicottaggio) e ciò mi dà gioia e soprattutto meno vergogna dei miei pensieri. Di solito mi sento in imbarazzo a dire che La vita è bella non solo non è un gran film, ma proprio NON è un film. Ora sarebbe tempo di insultare anche Sophia Loren che proprio non reggo... dico io, perché alla Francia Jeanne Moreau e a noi la baldracca dal labbro siliconato? Ma mi sa che è meglio che mi fermi qui.

