I have a blog

per il mio ggiovine sguardo
giovedì, 30 ottobre 2008

Magari andavo in Alaska

Oggi è stata una giornata straziante: quattro ore di sonno, dieci di lavoro, e tre di passeggiata con intenti shoppingesti in una Oxford Street che a causa della pioggia era ancora più affollata del solito (manco portati a compimento causa stanchezza così elevata che solamente togliermi lo zaino per prendere il portafoglio o, ancor peggio, togliermi i vestiti per provare qualcosa sono azioni che hanno assunto ai miei occhi dimensioni spropositate). Questa sofferenza fisica e mentale, tuttavia, io pensavo che me la sarei potuta scrollare di dosso appena tornata a casa. Mentre sonnecchiavo in autobus con un occhio buttato fuori per controllare le fermate pensavo: "Ah! Ma che ti frega, adesso ti riposi un po', chessò, ti guardi un film, ti fai una bella doccia, ti leggi un libro e tutto passa, tanto poi domani hai pure il giorno libero".  Arrivo nella mia stanzetta quindi piena di belle speranze. Mi siedo di fronte al Piccì, mi collego ad intèrnette e vado a controllare la posta. Ma, uhm, c'è qualcosa di strano nell'aria. Le mie mani iniziano a rattrappirsi, piano piano anche la forza di girare la rotellina del mouse mi abbandona, diamine! è così freddo che anche respirare mi fa quasi male (si, vabbè, questa è un po' romanzata, che manco nella Russia di Dostoevskij). Vado a controllare la colonnina di mercurio, che in realtà è nientepopodimenoché la mia sveglia, e il verdetto è spietato: 13.5 gradi! Oh, TRE-DI-CI GRADI E MEZZA! A tutto questo io dico no! E 'sticazzi! Armata di coraggio decido di affrontare la stufa. Le istruzioni sono scritte tutte in coreano, ma io faccio appello a tutta la mia sapienza e traduco il tutto (in fondo, se c'è il disegnino del termosifone e io ci giro la rotellina sopra significherà che lo stò accendendo, no?). Insomma, questo immane preambolo, lo diceva la mia prof delle medie che bruciavo sempre tutto nell'introduzione, per dire che: se non mi sentite più nei prossimi giorni, fate tesoro della mia esperienza, il disegnino del calorifero in Oriente sta per -Esplosione imminente-.

È quasi un peccato che abbia sprecato un intero post così, e pensare che mi erano venute tante belle idee in questi giorni (da quando sto quassù ho iniziato a farmi dei viaggi mentali in solitaria che non vi dico); tipo uno sproloquio sulla me studentessa di sinistra in conflitto con il mondo studentesco di sinistra, oppure la costatazione che Bridget Jones se lo vedi mentre vivi a Londra all'improvviso non fa ridere più per niente affatto. Vabbè, se mi rimane l'ispirazione rimedio nei prossimi giorni.

Stay tuned (cioè, oh, sono troppo ggiòvane, ma come mi esprimo?)

postato da: monchi alle ore 22:37 | link | commenti | commenti
categorie: londra
mercoledì, 22 ottobre 2008

La corazzata Kotiomkin

Stavo guardando l'ultima puntata di Che tempo che fa dal sito della Rai... il primo che trovo che va a vedere il film di Baricco  lo prendo a cinghiate.

postato da: monchi alle ore 13:19 | link | commenti | commenti
categorie: ma anche no, recinzioni
lunedì, 20 ottobre 2008

I linkS!

Non ne potevo più di vedere sulla destra la colonnina dei link vuota (i passanti che spiano nella mia finestra narrano di terrificanti scene autopunitive) così mi sono ingegnata e ho trovato il modo di renderla attiva. Naturalmente è stato facilissimo e la pigrizia che mi ha impedito di farlo prima non è dunque in alcun modo giustificabile; dico a mia discolpa che credevo ci sarebbe stato bisogno di mettere mano al template e di iniziare a comprendere strani liguaggi come quello html. Comunque eccoli qua, sono in ordine alfabetico, non per mia scelta che li avrei catalogati seguendo il numero di sillabe presenti nella prima pagina, ma per scelta di Splinder (si, proprio lui, il maestro Splinder), sono pochini, ma buoni. C'è un grande assente che comunque mi riservo di nominare qui, ed è quello al sito con tutti i pettegolezzi su Grey's Anatomy, purtroppo la mia parte razionale che cerca ancora di fare di me una persona, almeno agli occhi degli altri, intelligente, interessante e colta mi ha impedito di metterlo. Ora un grande dilemma mi attanaglia, come funziona? Nel senso, se io metto il link ad un blog di qualcuno che non conosco, nel quale sono capitata per caso e che mi ha fatto ridere (si, vabbè, riflettere), è buona educazione mettere un commento o qualcosa di simile? Uhm, forse si, comunque io non lo farò, e non è perché sono brutta e cattiva, eh, ma solo perché sono timida.

postato da: monchi alle ore 16:06 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: de tutto e de niente
mercoledì, 08 ottobre 2008

Amici, fratelli, cuggini

Direi che è ormai tempo di sostituire il cartello Città della Pace che se ne sta fiero sotto la scritta Jesi quando si entra nel mio caro villaggio, non trovate che sia un po' obsoleto e che sia anche un po' forzato tenerlo lì quando potremmo finalmente, anche a ragione, fregiarci di tale iscrizione: Jesi. Città di Maria De Filippi? E scusate se me ne vanto un po'. Qualcun altro che voglia andare in sfida?

postato da: monchi alle ore 22:58 | link | commenti | commenti
categorie: ggioventù bruciata, de tutto e de niente
mercoledì, 08 ottobre 2008

Goodbye

Sembra dunque deciso, anche se ancora non ho avuto il coraggio di comprare il biglietto, lascio Londra tra un mese. Addio alle lunghe code ordinatissime che, pure se piove e il negozio è praticamente vuoto, tu non è che ti puoi mettere di fianco a quello che ha il posto prima del tuo, no, devi assolutamente metterti dietro, poco importa se poi ti prende una broncopolmonite perché te ne sei stato ad aspettare un panino dieci minuti fuori della porta. Addio alla lotta senza pietà per il posto in prima fila sul secondo piano del bus, "Lo vuole il tuo figlioletto così carino ed educato? Veramente vorrebbe sedersi qui per gustarsi il panorama? Che si attaccasse! La prossima volta sale su una fermata prima". Addio alle scene di ordinaria follia per un caffè "Vuoi il tuo stupido Latte con meno schiuma? Fattelo da solo! Possibilmente a casa, così non rovini la giornata al resto dell'umanità". Ma addio anche alle passeggiate dentro Regent's park (alzi la mano chi è che non si perde ogni volta); addio a tutte le migliaia di persone che, nonostante Londra a volte dia veramente l'impressione di essere una giungla senza alcuna compassione per gli esseri umani, riescono a rimanere gentili e subito pronte al sorriso, addio ai musei gratuiti, addio ai contratti di lavoro che anche se sei appena arrivato e fai veramente una lavoro di m***a prendi comunque più di un impiegato di quarant'anni in Italia e ti pagano pure le ferie (per i quarantenni magari no, ma per quelli della mia generazione questa è quasi fantascienza), addio a una città che comunque è bellissima e che tante volte ti toglie il fiato.  

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Ma poi, addio? come dire... anche no. Chissà perché, ma tornare qui a Gennaio non mi sembra una possibilità così remota.

postato da: monchi alle ore 22:27 | link | commenti | commenti
categorie: londra, ma anche no, ggioventù bruciata

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Sono Mònchi. E questo, ahimé, è tutto.

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