Essendo io di una banalità e di una tristezza intellettuale senza confini, annuncerò così, con una canzone assolutamente non prevedibile, la mia partenza.
Domenica, presa da un attacco di acculturamento ossessivo-compulsivo, sono andata ad Ancona per vedere lo spettacolo della Societas Raffaello Sanzio (che ora cito così, con non-chalance, ma che prima avevo a malapena sentito nominare). Da donna di grande sapienza, la quale io sono, questa è stata anche la mia prima volta al teatro delle Muse, nonostante siano ormai ad occhio e croce ottantasette anni che è stato riaperto.Ma torniamo a questo Hey girl!, premetto che a prima vista ‘sto spettacolo sembra mettere in scena proprio tutto ciò che io odio, insomma è pieno di tutti quei riferimenti culturali che ti riempono le balle solo a sapere che qualcuno li fa: quadri (chi l’ha fatto quello con l’uomo che è la copia spiccicata di Putin?), Shakespeare (O-MIO-DIO!, Romeo e Giulietta, ma stiamo scherzando?), le regine morte ammazzate nel corso della storia… In ogni caso, a me è piaciuto da impazzire. Nel senso, piaciuto, nella misura in cui può essere definito “piacevole” un incubo lungo un’ora e mezza, diciamo pure che ho passato la notte successiva quasi insonne, leggendo Topolino nel tentativo, pressoché invano, di alleggerire la pesantezza che schiacciava la mia mente. E per fortuna che stavo così lontana da non vedere quasi nulla. Ora, per completezza dovrei parlare un po’ della trama, magari, ma una trama vera e propria non c’è; il concetto fondamentale è, credo, che la vita è un’angoscia infinta e che tutti indossano una maschera per potervi passare indenni attraverso. Vabbè, il senso, come la storia delle citazioni, è una cazzata così inflazionata che probabilmente è pure l’argomento più utilizzato dai Puffi per distrarre Gargamella, ma questo non toglie che l’inquietudine, la paura, l’ansia, come si direbbe nei migliori reality show, sono sensazioni che “arrivano”. Ultimo appunto, ho passato la maggior parte del tempo a chiedermi come le attrici protagoniste, la bionda in particolare, possano sopportare tutti i giorni tanta infelicità, dico io, devono avere una vita piena di gioia e soddisfazioni. Probabilmente non sono riuscita a dare nemmeno un’idea lontana dello spettacolo, mi dispiace. Metto un video preso dal Tubo, che in questo caso è un po’ come non mettere niente, comunque...